Una favola per affrontare il tema dell'adozione


Molto spesso i genitori adottivi si chiedono come raccontare dell’adozione al proprio figlio, come spiegargli ciò che è avvenuto nella sua vita e quali parole utilizzare.

I bambini molto piccoli difficilmente faranno domande esplicite. Spetta dunque ai genitori cogliere il momento opportuno per parlarne con naturalezza e semplicità. Uno strumento utile può essere una favola, un racconto semplice da leggere ogni tanto così da rendere familiare l’idea.

È questo l’obiettivo del libro appena inserito nel catalogo My Fairy Tale dal titolo “Micio nel giardino incantato”.

La storia è stata concepita secondo dei concetti chiave suggeriti da psicologi e specialisti dell’età evolutiva del bambino.

  1. La storia della coppia: il percorso dei genitori adottivi, le emozioni che hanno provato nel tempo, l’attesa, il desiderio. Infine l’arrivo del piccolo e la gioia di averlo con sé per sempre.

  2. La storia del bambino: un cenno ai genitori biologici del bambino non può essere evitato perché sebbene essi abbiano scelto di non occuparsene sono coloro che gli hanno dato la vita. Pur evitando di far apparire i genitori biologici migliori di quello che sono stati è necessario offrire un risvolto positivo agli avvenimenti facendo capire al bambino che è stato desiderato e fortemente voluto dai genitori adottivi.

  3. L’abbandono: per quanto questo evento sia in qualche modo avvenuto è importante evitare di pronunciare giudizi sulle persone coinvolte.

  4. La presenza di un terzo: Non bisogna dimenticare di nominare il tramite, la persona o le persone che hanno fatto in modo che genitori e bambino s’incontrassero.

  5. Il primo incontro: È fondamentale raccontare il primo incontro dando particolare rilievo alle emozioni provate dai genitori adottivi quel giorno.

  6. Il lieto fine: Come ogni fiaba, anche una storia sull'adozione deve avere un lieto fine e sottolineare che non si tratta di una conclusione ma di una storia appena iniziata.

Trattandosi di una favola, “Micio nel Giardino Incantato” (Micia, nella versione per femmina), presenta i personaggi come dei bellissimi gattini e contiene elementi magici e divertenti.

Ecco la trama. Fra parentesi sono indicati i riferimenti ai concetti chiave suggeriti da psicologici e specialisti:

Nel Giardino Incantato vivono quei gattini speciali che hanno ricevuto in dono quattro genitori anziché due. I primi hanno il compito di mettere al mondo il gattino e fare in modo che sia bello, sano e forte (2 e 3); i secondi hanno il compito di farlo crescere e prendersi cura di lui per il resto della vita (1). Nel periodo di passaggio fra la nascita e la crescita, questi gattini speciali passano un periodo nel Giardino Incantato sotto la cura di Tata Marameo (4).

Tata Marameo è anziana, ci vede poco ed è un po’ sorda, così qualche volta fa dei pasticci con le schede di registrazione dei genitori. Questo è ciò che accade al micetto protagonista di questa storia.

Viene subito convocato Mago Miao (4) che prepara una pozione magica e la mette nella pappa del gattino. Grazie alla pozione il mago riesce a leggere i sogni del piccolo e viene a sapere i nomi e l’indirizzo dei suoi genitori (1). La mattina seguente, il gattino, in sella a Martina Cicogna Postina (4), intraprende un lungo viaggio fino alla casa dei suoi genitori che lo aspettano a braccia aperte (5).

Da allora il protagonista di questa storia vive felicemente con mamma e papà (6) e si è dimenticato del Giardino Incantato, di Tata Marameo, Mago Micio e Martina Cicogna Postina, ma quel posto esiste veramente e questo libro serve a testimoniarlo (6).

Il libro contiene un ulteriore elemento divertente: il certificato che dimostra l’esistenza del Giardino Incantato. Da compilare, staccare e incorniciare.

A richiesta, oltre alla foto in copertina, è possibile aggiungere altre fotografie all’interno della favola ciò aiuta il bambino a identificarsi maggiormente nella storia e a rendere questo libro un ricordo da conservare.

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