CARAMELLE, SÌ. LIBRO GRATIS? NO, GRAZIE

L'anno scorso, per Halloween, ho organizzato una lotteria (gratuita!) nel mio negozio. Regalavo una bomboniera di tulle nero, decorata con zucca e fiocco arancione, ripiena di caramelle a tutti i bambini che volevano partecipare. Il funzionamento era molto semplice: bastava riempire una scheda con i propri dati e la mail e imbucarla nell’urna. I primi tre estratti vincevano un libro di favole personalizzato.

Ho ricevuto una montagna di visite, più o meno tutte con lo stesso schema: i bambini entusiasti, le mamme (che dovevano compilare la scheda) reticenti e annoiate. Terminata la giornata, procedo all’estrazione e avviso via mail i tre vincitori.

Dopo un paio di settimane si presenta in negozio un bimbo con un sorriso da parte a parte, che trascina per mano una mamma molto, ma molto seccata.

«Buongiorno» faccio io «posso aiutarla?»
La donna si guarda intorno come se si fosse persa o pensasse di trovarsi nel posto sbagliato. Il ragazzino (di circa 7-8 anni) osserva i libri con aria trasognata. «Li puoi prendere. Puoi anche leggerli e sfogliarli, se ti va» gli dico. In un secondo è già seduto su uno degli sgabelli con un libro in mano. La signora intanto continua la scena muta. «Come posso aiutarla?» chiedo nuovamente.
Con la medesima aria scocciata di quando è entrata, tira fuori dalla borsa un foglietto tutto stropicciato e me lo mette sul banco: è la ricevuta che ho spedito via mail che consente il ritiro del premio della lotteria di Halloween.

«Dice mio figlio che ha vinto un libro. Sono quindici giorni che mi fa una testa così per venire a prenderlo, ma io ho un sacco da fare non ho tempo per queste scemenze. Ad ogni modo, siamo qui. È vero che gli regalate un libro?» «Certo» rispondo, «e inizio a spiegarle come funziona: deve scegliere un libro, poi mi servono i nomi dei personaggi, una fotografia per la copertina...»

A "scegliere un libro" la signora ha già spento l'audio. Rivolta a sua figlio, fa: «Capito, Tommaso? Scegli il libro e fai presto, così ce ne andiamo, che ho un sacco di cose da fare».
 Il bambino è nei pazzi. Come dire a un bulimico al ristorante che ha solo qualche secondo per mangiare. Molla il libro che stava leggendo e si mette a girare fra gli scaffali senza una meta. E sua madre: «Allora, hai deciso? Dai, spicciati». 
Io intanto cerco di spiegare nuovamente alla mamma che, se anche suo figlio sceglie un libro, poi lo devo produrre per lui e serve una sua ulteriore collaborazione: i nomi e una fotografia.

Dopo vari tentativi, durante i quali il piccolo gira come una trottola ed é sull'orlo delle lacrime, mentre lei continua a fargli fretta, la donna mi presta finalmente un briciolo di attenzione e capisce il concetto di “libro personalizzato”.
«No, troppo complicato» dice scuotendo la testa. «Torniamo un’altra volta, adesso un ho tempo». «Va bene» faccio io, «nessun problema. Il premio è qui, tornate quando volete». 
Tommaso guarda sua madre con occhi imploranti. «Ma io lo volevo adesso...» mormora deluso.
«Lo stampo subito se volete, basta decidere quale e in mezz’ora è pronto...»
 «No, grazie» dice la signora.

«Ti prego, mammina. Lo voglio...» insiste il bimbo.
«Hai sentito cos'ha detto la signora? Ci vuole tempo per farlo e io adesso non ho tempo» ribadisce mammina seccata. 
«Eccolo, è questo» dice il bimbo mettendo un libro sul bancone. «L'ho scelto. Fammelo fare».
«Ti ho detto che non ho tempo» (e quattro! penso io) «Torniamo un altra volta». Così dicendo trascina il bimbo fuori dal negozio.

Non li ho mai più visti.

E poi ci chiediamo perché l’Italia sia uno dei paesi al mondo dove si legge di meno?

Altri Post
Noi sui social!
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square
Archivio
Tag

© 2015 by My fairy tale - Favole Personalizzate - Arcola (SP) - Via Carpione 31 - tel. 3475524013

  • facebook-square.png
  • twitter.png
  • googleplus-square.png
  • youtube.png
  • instagram.png