GENITORI DI IERI, GENITORI DI OGGI - Seconda parte

(Qui trovate la prima parte)

IL RUOLO DELLA DONNA: C’era un tempo in cui per una donna il matrimonio e la maternità erano un’ambizione prima ancora che una scelta. Le donne di oggi ragionano diversamente: mamma sì, ma economicamente indipendente e professionalmente appagata. Moglie, solo se mi va. Altrimenti ben venga una convivenza. Le mamme impegnate anche fuori casa devono suddividere la loro giornata fra mille impegni: il lavoro, le faccende domestiche, la spesa e la cucina, i pannolini e l’asilo, la gestione degli orari della tata o dei nonni, le visite dal pediatra e dal dentista. Pian piano si aggiungono le feste di compleanno, della comunione e della cresima, gli scarrozzamenti del pargolo dagli amichetti, a lezione di calcio, pattinaggio o pianoforte e così via in un tourbillon che rosicchia i minuti della giornata uno dietro l’altro. Finisce che una mamma è più concentrata a far quadrare gli impegni della giornata che a occuparsi dei propri figli. I pochi minuti che potrebbe trascorrere in loro compagnia, sono anche gli unici momenti in cui riesce a tirare fiato. E il bambino deve accontentarsi della compagnia di un videogioco, uno Smartphone o della televisione, così intanto mamma si rilassa.



I FIGLI COME AMICI: Chi è cresciuto sotto la generazione dei genitori autoritari ha la propensione a voler essere il genitore che da ragazzo avrebbe voluto avere: buono, comprensivo, accondiscendente, complice, mai troppo severo, che non alza mai né la voce né le mani. In pratica, un amico prima che padre o madre. Della sindrome del genitore-amico soffrono molto più gli uomini delle donne. Sono i maschi, di norma, ad aver vissuto con maggiore sofferenza l’ atteggiamento severo dei genitori . Diventati papà a loro volta, ambiscono talmente tanto ad essere amati senza condizioni che sono disposti a tutto. Sempre permissivi e mai punitivi, nei casi estremi arrivano a difendere i comportamenti sbagliati dei loro figli perfino davanti all’evidenza. Nel mio lavoro di scrittrice di favole capita di confrontarmi spesso con professionisti che lavorano a contatto coi bambini: insegnanti, educatori, allenatori, baby-sitter. Quasi tutti si lamentano dei genitori che non vogliono sentire niente di negativo nei confronti dei loro figli. Alcuni arrivano ad aggredire verbalmente e anche fisicamente chi si permette di farglielo notare.



LA FAMIGLIA ALLARGATA: Il nucleo familiare come si concepiva una volta – marito, moglie, figli, nonni, zii, nipoti e cugini – è sempre più raro. Oggi la famiglia è prevalentemente composta da genitori separati e riaccompagnati, fratelli di secondo letto o acquisiti, nonni e zii che in linea di sangue non sarebbero tali. Le famiglie allargate non aiutano il già difficile mestiere di genitori. Per un bambino la stabilità familiare è importantissima perché gli dà certezze per il presente e il futuro. Quando questo suo mondo perfetto si spezza è un trauma. Se a questo si aggiunge l’arrivo in casa di un nuovo adulto (il/la fidanzato/a di mamma o papà), un paio di figli suoi o un nuovo bebé, figlio di uno dei due genitori e del compagno, e poi… i problemi dell’affidamento congiunto (in settimana a casa di mamma, i weekend a casa di papà), le discussioni sul mantenimento , chi deve fare cosa, chi gli ha insegnato a comportarsi in un determinato modo, ecco fatta la frittata. Tranne rarissime occasioni, per quanto i genitori possano impegnarsi, il ragazzino crescerà in una situazione complessa e destabilizzante.



Concludendo, qualche video che testimonia meglio delle mie parole quanto sia cambiato il rapporto genitori-figli.

Uno scherzo da amico e non da papà: https://www.youtube.com/watch?v=T-vA8Od7YuU

Insoliti metodi di insegnamento: https://www.youtube.com/watch?v=rDeldp48b1M e https://www.youtube.com/watch?v=puxWmjrSKBI

Genitori troppo impegnati per occuparsi dei figli: https://www.youtube.com/watch?v=vrulZUaYj1w

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