Adolescenti HIKIKOMORI - Seconda parte


(Qui trovate la prima parte)

Numerosi studi condotti su soggetti Hikikomori hanno evidenziato che il fenomeno riguarda prevalentemente maschi, di età compresa fra 11 e 20 anni con punte che raggiungono anche i trenta e più; i soggetti appartengono al ceto sociale medio-alto, sono molto intelligenti e in genere hanno buoni risultati scolastici. Il loro problema è che, per motivi che variano da soggetto a soggetto, si sentono inadeguati a inserirsi in un gruppo, a costruire relazioni con altri, che siano di amicizia, di lavoro, di amore o di qualsiasi altro genere. La loro soluzione a questo problema – sostiene il Prof. Gustavo Pietropolli Charmet – è sostituire i rapporti sociali diretti con quelli mediati via internet. Si tratta di una scelta precisa, dice Charmet, e come tale la vedono i ragazzi che la fanno. Tanto è vero che se si cerca di sottoporli a terapie psicologiche la loro reazione è di sorpresa, perché secondo loro non c’è alcun problema. Loro si sentono bene, vivono alla grande nel loro mondo virtuale e l’isolamento o ritiro sociale – come lo si voglia chiamare – li soddisfa pienamente.

Qualcuno potrebbe dire che, da che mondo è mondo, l’adolescenza è sempre stata una fase difficile della vita. Chi, da adolescente, non ha avuto conflitti con i genitori, battaglie scolastiche, tradimenti amorosi o cattive amicizie? Perché noi, vecchie generazioni, li abbiamo affrontati senza estremismi di questo genere? Probabilmente siamo noi adulti a giudicare estremi certi atteggiamenti dei ragazzi nei confronti delle nuove tecnologie. Per loro smartphone, videogiochi, computer e internet sono la normalità. Loro ci sono nati dentro. Invece pochi di loro sono nati e cresciuti in contesti familiari standard:: una mamma e un papà, ognuno con un ruolo preciso e sempre e comunque insieme per il bene dei bambini. Oggi le famiglie di questo genere sono pressoché estinte.

Personalmente, conosco più divorziati e famiglie allargate che coppie vecchio stampo. Non voglio dire che la tecno-dipendenza dei ragazzi di oggi sia la conseguenza di una disgregazione familiare, ma credo che questa abbia un suo peso. Lo evidenziano anche studi scientifici condotti sull’argomento. I ricercatori hanno classificato tre categorie di adolescenti Hikikomori, tutte legate a fattori psicologici, sociali e comportamentali in cui i ragazzi crescono. gli ultradipendenti: crescono in famiglie iperprotettive che provvedono a tutto, dalle risorse materiali alla soluzione di qualsiasi problema. Questi ragazzi hanno poca motivazione a rendersi autonomi. gli interdipendenti disfunzionali : crescono in situazioni familiari difficili, dove uno o entrambi i genitori sono o troppo assenti o troppo oppressivi. Questi ragazzi hanno difficoltà a imparare le regole sociali e a creare rapporti soddisfacenti con i loro coetanei. Spesso sono vittime di bullismo. i contro dipendenti : crescono in famiglie che nutrono eccessive aspettative nei loro confronti.

Questa pressione può costituire uno stimolo a dare il massimo nello studio ma in caso di fallimento (non trovare il lavoro che si desidera o peggio non trovare affatto un lavoro) può provocare una tale frustrazione da portare questi ragazzi a volersi isolare.

leggi la terza parte

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