LA FATA DELLE FAVOLE A “LIBRIAMOCI A SCUOLA”

Sono state tre magnifiche giornate (25-26-27 ottobre) quelle che ho dedicato al progetto ministeriale “Libriamoci a Scuola”.

Quest’anno sono stata invitata dalla Scuola Materna di Romito Magra per raccontare le mie favole a oltre sessanta bambini. Per rendere questi incontri unici e indimenticabili mi sono presentata nelle vesti di Fata delle Favole.

Quando sono entrata in aula, in una nuvola di tulle rosa, fiori e foglie fra i bambini è calato il silenzio: una fata, una vera fata in carne e ossa che viene a trovarli a scuola. Incredibile! Un’ulteriore sorpresa per i bimbi è stato vedere le maestre, le assistenti e le bidelle mimare i personaggi delle fiabe indossando delle maschere che avevo preparato per loro. Sono state grandiose!

I bambini ridevano, si emozionavano, sgranavano gli occhi e battevano le mani. Due sono i temi che abbiamo trattato: il bullismo e la paura.


Per il bullismo, fenomeno ormai dilagante anche fra i piccolissimi, ho raccontato “Elefantino alla Scuola della Giungla”, una fiaba delicata ma molto efficace, dove la giungla è la metafora di qualsiasi nuova situazione un bambino si trovi ad affrontare da solo, per la prima volta.

Nella fiaba le farfalle, le ranocchie e il cigno che l’elefantino incontra sulla sua strada si comportano da prepotenti, lo prendono in giro e lo escludono dai loro giochi ma, grazie ai preziosi consigli ricevuti dalla famiglia, lui si rapporta ad ogni animale con gentilezza, determinazione, forza e coraggio. Al termine di questa prima fiaba ho chiesto ai bambini quale era secondo loro il messaggio. Tutti hanno concordato che comportarsi male, come hanno fatto le farfalle, le rane e il cigno, è sbagliato e che il vincitore è l’elefantino perché è stato gentile ed educato, riuscendo alla fine a trasformare in amici anche quelli che erano stati cattivi con lui.



Per il tema della paura, ho raccontato la fiaba dei Conigli Turchesi.

Il giorno in cui papà coniglio chiede al suo piccolo di andare da solo all’orto delle carote, nascono le prime paure: del buio, di mostri inesistenti, dei rumori.

Mamma coniglia risolve il problema consegnando al coniglietto la gemma del coraggio, una pietra a forma di cuore che serve a risvegliare quel coraggio che è già dentro ognuno di noi. A conclusione di questa seconda fiaba, ho consegnato ad ogni bambino una collanina con la gemma del coraggio sulla quale ho scritto il loro nome.


Qui sono partiti baci, abbracci e un mucchio di domande divertenti: mi hanno chiesto se per diventare una fata ero stata anch’io alla scuola di magia di Harry Potter, se sapevo volare e con cosa volavo, se conoscevo Babbo Natale, da dove venivano i fiori e le foglie sul mio vestito e molto altro.


I bambini sono davvero fantastici e questi momenti insieme a loro sono la più grande soddisfazione del mio lavoro. Ci siamo salutati con la promessa che per Natale passerò nuovamente a trovarli. Ovviamente li raggiungerò a bordo della mia carrozza alata!





I bambini sono davvero fantastici e questi momenti insieme a loro sono la più grande soddisfazione del mio lavoro. Ci siamo salutati con la promessa che per Natale passerò nuovamente a trovarli. Ovviamente li raggiungerò a bordo della mia carrozza alata!

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