Bambino che non ama studiare o scuola sbagliata ?


Un bambino trascorre a scuola una grossa fetta del suo tempo. Scegliere per lui quella giusta è quindi un compito molto importante che ne determinerà lo sviluppo emotivo e intellettuale, l'educazione e la gioia o meno di imparare.

Oggi, accanto alle scuole tradizionali, stanno tornando in voga anche quelle con metodi di insegnamento alternativi quali il Montessori e lo Steiner. Si tratta di scuole di pensiero nate fra la fine dell'800 e la metà del '900, quindi niente di nuovo, hanno però fondamenti così forti da risultare interessanti anche ai giorni nostri.

Come funzionano questi metodi di insegnamento? Cos'hanno di diverso rispetto a quelli tradizionali? Ecco, in estrema sintesi, di cosa si tratta.

Il sistema Montessori (dalla sua fondatrice Maria Montessori 1870-1952) si propone di insegnare al bambino l'autonomia e l'indipendenza, così da portarlo gradatamente verso l'autodisciplina.

Ogni bambino è visto nella sua unicità e l'apprendimento viene proposto secondo i suoi ritmi e le sue preferenze. Le classi non sono divise in modo tradizionale ma in tre fasce d'età: 3-6 anni, 6-9 anni e 9-12 anni.

Lo scopo è creare fra i bambini una specie di comunità dove la conoscenza viene condivisa e i più piccoli possono imparare dai più grandi. I bambini non sono relegati al loro banco, ma liberi di muoversi nell'aula.

Lo sforzo del bambino viene sempre rispettato e considerato e non esistono i voti classici ma osservazioni singole accuratamente annotate su un registro.

Il metodo Montessori non utilizza i libri di testo standard ma materiale didattico specifico sviluppato e perfezionato da Maria Montessori in persona, che consente l'apprendimento attraverso la scoperta, l'utilizzo raffinato dei sensi e l'autocorrezione.

Accanto alle materie classiche prevede anche molte attività pratiche e sensoriali perché sostiene che l'apprendimento passa attraverso tutti e cinque i sensi, non solo la lettura, l'ascolto e la visione.

Il metodo Steiner (dal suo fondatore Rudolf Steiner 1861-1925) vede la pedagogia come un'arte e sostiene che il maestro deve avere la vocazione per l'insegnamento, che non può ridursi a un freddo passaggio di informazioni, ma deve diventare una relazione tra due esseri umani, in cui uno è assetato di conoscenza e l'altro è votato a trasmettere tutto il proprio sapere.

L'approccio enfatizza l'importanza dell'immaginazione nel bambino e segue un percorso incentrato sulla libertà, la creatività e le responsabilità dell'individuo.

Le classi non sono divise in modo tradizionale ma in tre fasi di sviluppo, ognuna delle quali dura circa 7 anni e, ad esse, vengono applicate strategie di apprendimento diverse. Ad esempio, nella formazione Steineriana l'esposizione dei bambini a media popolari e social media (tv, computer, smartphone ecc.) non è prevista fino alle classi liceali, perché i bambini devono sviluppare e creare propri mondi senza interferenze esterne.

Inoltre, nella formazione Steineriana non sono previste bocciature o altri rallentamenti nel percorso scolastico (tranne che al liceo).

Accanto alle materie classiche, il metodo Steiner prevede anche molte attività artistiche e manuali (pittura, musica, canto, bricolage ecc.).

Quanto ho appena spiegato è solo una estrema sintesi di questi due metodi di insegnamento, però può darvi un'idea di massima dei fondamenti sui quali si basano.

Se vi interessa approfondire l'argomento, vi suggerisco di leggere questo articolo di Chiara Canale http://www.ilbrucocarolina.it/scuola-metodo-tradizionale-montessori-steiner/. Qui troverete spiegazioni più che esaustive, oltre a un elenco di tutte le scuole di questo tipo presenti in Italia.

La scuola, secondo il mio punto di vista, non è fatta solo dagli insegnanti (buoni o meno) ma anche dal metodo e dall'ambiente.

Può essere quindi che un bambino che non si trova bene in una scuola tradizionale possa trovare la sua dimensione in una scuola alternativa.

Chi può sapere? Se siete fra quei genitori che hanno optato per questa possibilità (Montessori, Steiner o altro), raccontateci le vostre esperienze.

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